top of page

Lo Stato dell’arte

Immagine del redattore: Michele Lo Foco
Michele Lo Foco
1 giorno fa
Tempo di lettura: 3 min

A cura di Michele Lo Foco.



È quantomeno sorprendente apprendere che, nell’ennesimo convegno su “dove va il cinema” indetto dall’associazione Mediterraneo presso la Camera, la riflessione venga sviluppata sempre dalle medesime persone che non hanno altro compito che quello di mitigare la situazione reale, sostenere le potenzialità della nostra industria e in sostanza far fare bella figura al Governo, che diciamolo in modo chiaro, del cinema si disinteressa totalmente avendolo appaltato alla Lega.


Ad assistere al convegno un folto gruppo di operatori quasi tutti in coma che sperano, sforzandosi di essere presenti alla Camera, di incrociare, toccare, sfiorare qualcuno di coloro che contano, magari anche solo sul limitare di una porta o lungo le scale prima che un’auto di servizio li prelevi e fugga rapidamente.


I convegnisti ormai dialogano senza costrutto: l’associazione CNA, una volta paladina dei piccoli ed ora una delle espressioni della trimurti associativa che accompagna le strutture nel loro procedere, compare costantemente al fianco dell’insostituibile Del Brocco, braccio operativo del sistema e della presidente dei produttori Federica Lucisano, a sua volta appendice dell’azienda di Stato per le commedie filmiche.


Dopo i convegni veneziani non si sentiva bisogno di una ulteriore dose di ipocrisia, questa volta favorita dal Vicepresidente della Camera che di cinema non ne sa nulla ma non può che fidarsi di tanta rappresentanza, e non può certamente notare l’assenza nella discussione dell’ANAC, storica associazione plurirappresentativa, che viene tenuta al largo assieme ad altre perché non contamini il clima di complicità che aleggia ad un metro da terra.


Eppure nessuno dei convegnisti,  invitati dall’associazione Mediterraneo, sente la necessità morale di indicare nel regista Nunziante, una sorta di fantasma cinematografico, colui che regolarmente salva il fatturato delle sale, che per quanto riguarda il nostro cinema sarebbe ad un livello fallimentare, e di spiegare che le major americane sono non solo le proprietarie di gran parte dell’esercizio, ma si accaparrano anche gran parte del fatturato con filoni hollywoodiani che non temono concorrenza.


Invece, incuranti dei risultati, i convegnisti abituali parlano come se la nostra industria fosse in buone mani, scambiandosi il testimone che il Ministro ha paura di toccare, ignorando Zalone, e glorificando quel poco che c’è di italianità, appena sfiorata da prodotti di nessun pregio alcuni dei quali diretti da attori che avrebbero bisogno di ben altra preparazione per esprimere sentimenti di cui a nessuno interessa nulla.


Sfugge ai convegnisti l’assenza totale di internazionalità dei film nazionali, interpretati per il livello estero da sconosciuti privi di appeal e destinati obbligatoriamente a qualche piattaforma che si rifiuta di calcolarne la redditività.


Mai una voce critica, mai un giornalista che rischi il posto per spiattellare i risultati, solo tante foto di De Martino divenuto in breve un grande esperto di musica.


Eppure qualcuno si sarà accorto che Moretti ha abbandonato il suo stile sarcastico per dedicarsi all’erotismo, peraltro costosissimo, a cui è totalmente estraneo, e che l’anziano regista Amelio si è perso per le campagne.


Ci sono in sostanza le tracce di un forte calo di creatività che io attribuisco al tax Credit e che potrebbe avere altre concause ma che certamente non è certificato in nessun convegno e da nessun complice convegnista.


Ogni occasione è valida per ribadire la forza del nostro settore; è il cinema che si sbrodola su se stesso e che teme solo che arrivi qualcuno che ci capisce in un ruolo significativo.


Finchè la scelta cade su un esperto di moda, o Maccanico torna a sviluppare le sue capacità, non si crea nessun pericolo e la pax bergonzoniana non corre alcun pericolo.

 
 
 

Commenti


Salvis Iuribus​

Le opinioni espresse in questo sito sono personali dell'autore e non rappresentano necessariamente quelle di altri.

©2025 by Salvis Iuribus. Creato con Wix.com

bottom of page