Contorsioni ministeriali
- Michele Lo Foco

- 6 ago 2025
- Tempo di lettura: 2 min
A cura di Michele Lo Foco.

Un venerdì di qualche giorno fa è stato consegnato alle autorità italiane un signore accusato di essere il duplice assassino della povera donna e di sua figlia ritrovate cadaveri nel parco di Villa Pamphili.
Di questo personaggio si era molto parlato perché qualche giornalista aveva scoperto che con un nome falso aveva fatto finta di essere un regista americano, ma soprattutto che il film da lui firmato aveva ricevuto un contributo statale di quasi novecento mila euro. Il produttore esecutivo del film di marca estera si scoprì essere un esperto di tax credit, al punto tale da riuscire ad ottenere in due anni 5 tax credit per film sconosciuti ai più e otto contributi selettivi.
Dopo il clamore suscitato dalla scoperta dell’ingente contributo concesso ad un film sconosciuto, di cui sembrava non esserci traccia, diretto apparentemente da un assassino, soprattutto il mondo giornalistico si è interrogato su quanti film fossero nelle medesime condizioni e quanti milioni di euro siano stati gettati in un buco nero. Lo scandalo ha costretto lo storico direttore Borrelli, dopo lunghissimi anni di gestione assoluta del settore, a dimettersi, ma non prima di aver revocato i tax credit regolarmente concessi e verificati alla società Sipario, ex ILBE, facente capo massmediologicamente al produttore Andrea Iervolino.
La notizia della revoca di sessantasei milioni di euro ha fatto si che della vicenda criminale non si parlasse più, anche perché la senatrice che gestisce il cinema ha colto l’occasione della revoca per millantare un intervento drastico della politica volto a riportare l’onestà nel settore.
In realtà la revoca ad un solo produttore, e non ai gruppi esteri che da anni fanno man bassa di tax credit, è sembrata subito una manovra artificiosa tendente a nascondere le vere finalità della revoca.
Pertanto ad oggi, nonostante l’assassino sia in prigione in Italia, non è stata più profferita una parola sul meccanismo di concessione dei contributi allo pseudo produttore, mentre la Guardia di Finanza è andata a controllare gli spazi, lavorativi e non, del produttore Iervolino che non ha forse prodotto capolavori, ma certamente ha creato, unico operatore, un movimento internazionale del cinema italiano utilizzando la notorietà di storici attori americani che ancora nel mondo suscitano interesse.
Nel frattempo le società che godono in Italia di un sicuro affidamento, prevalentemente straniere o finte italiane, e quelle poche entità nazionali che vivono di complicità con RAI e qualche piattaforma, continuano indisturbate ad accumulare tax credit, che prima o poi verrà erogato o anticipato dalle banche. Ed ovviamente il costo dei film gestito da queste società continua a crescere, unitamente ai corrispettivi dei registi privilegiati che consentono al Film di non subire alcun controllo dei costi.
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